Intervista a The Fairy Wormwood, un percorso creativo tra fate e natura

Intervista a The Fairy Wormwood, un percorso creativo tra fate e natura

Oggi ho l’onore di inserire l’intervista fatta alla mia amica creativa The fairy wormwood, grandissima artista, esperta di cristalli e di paste polimeriche. Non so dirvi la gioia che ho provato nel poterla intervistare e che provo adesso, nel poter fare da tramite tra il suo mondo fantastico e voi che leggerete.

Te l’avranno chiesto in tantissimi. Perché il nome The fairy wormwood?
In effetti sei la prima a chiedermelo. Mi son sempre chiesta come le persone vedessero il mio nome e cosa leggessero in esso.
Tutto parte dal mio nome d’arte che è Artemisia ormai da moltissimi anni, e da una creatura faerica che mi ha sempre particolarmente affascinata: la driade (lo spirito di un’albero). In realtà wormwood non vuol dire “verme legno” o “tarma” ma assenzio.
E qui la cosa si complica perché i significati per me sono molteplici. Ho sempre amato l’arte, sin da piccina e un preciso periodo storico, il decadentismo con la figura dell’artista maledetto e Charles Baudelaire, che tutt’ora è il mio poeta/scrittore preferito.
Mi rappresenta particolarmente perché il mio rapporto con l’arte, con il mondo e con me stessa sono decisamente complessi.
The Fairy Wormwood è quindi una driade, con dei rami intricati e abita un bosco abbastanza selvaggio e le sue creazioni sono come dei fuochi fatui, brillanti e luminosi, che le indicano il percorso..

Hai un logo personale? Cosa rappresenta?
Al momento ancora no, ci ho pensato moltissimo ad un logo che rappresentasse il mio lavoro ma ancora mi sento in fase di ricerca. Ancora non mi sento completa, ho bisogno di ricerca e di sviluppare tante idee che ho.
Credo che quando sarà il momento, nascerà da solo!

Ho visto l’evoluzione delle tue opere. C’è stato un grande cambiamento tra lo stile più da ‘’sottobosco’’ incantato, a quello da vera fata celtica (se mi concedi la definizione). Come è successo?
Si le mie creazioni evolvono, ma lo fanno sempre. Lo hanno sempre fatto, come evolvono e crescono i miei gusti, le mie ispirazioni e le mie influenze.
Sono affascinata da molti aspetti della natura e faerici che a volte si contrappongono.
Quello legato al sottobosco che in qualche modo lo vedo più autunnale, pieno di colori e vibrante, più vicino alla natura e alla realtà.
Mentre uno più intimista e spirituale che non riprende necessariamente le tonalità della natura (ma si impreziosisce di luccichii e giochi di luce su finiture metalliche) che invece ha un’aura più fantasy ma non la definirei celtica, magari eterea, incantata..
Ho in mente un’evoluzione celtica, ma al momento è un progetto che sto studiando ancora da definire.
Il metallico mi affascina perché sono attratta da un paio d’anni dalla metalclay e non potendo al momento evolvere in quella direzione, ho scelto di dare alle mie creazioni una finitura che in qualche modo riprendesse quell’effetto.

Usi tantissime pietre dure, anche poco conosciute. Hai una connessione particolare con loro?
Si mi sento connessa, credo nella cristalloterapia e credo che le pietre siano un meraviglioso mondo di infinite possibilità e amo scoprirle. Ogni volta che le acquisto e decido di utilizzarle è perché sento nei confronti di quelle pietre un’attrazione particolare.

Come decidi quale pietra abbinare al soggetto che stai creando?
Ho iniziato a studiare da quando avevo 16 anni pietre, erbe ecc. Non sono riuscita ad essere continuativa nel tempo per motivi scolastici ma questo mi è bastato per crearmi una solida base sulla quale ho ripreso a lavorare. Quindi seguo un po’ i miei studi (vecchi ed attuali) e molto il mio istinto.
A volte scopro di aver fatto degli abbinamenti assolutamente per istinto che in realtà hanno tutta una serie di corrispondenze e…il bijou nasce da se
A volte invece realizzo le creazioni proprio in base alle richieste del committente.

Il tuo tè preferito?
Mhm..amo i tè! E diciamo che uno preferito non ce l’ho. Come il resto delle cose per le quali non riesco ad avere una preferenza. Sono volubile e cambio idea in continuazione a seconda dei momenti, degli umori. Ci sono molti tè che mi piacciono, il tè verde, nero, aromatizzati o classici ma vanno a seconda dell’umore e nel momento in cui il mio umore sceglie un tè, per quel tempo, quello è il mio tè preferito!

La condizione ideale per creare?
Notte, musica e caffè.

Hai mai sognato una creazione?
Più che sognato diciamo che mi ha dato degli imput.
In genere le idee migliori mi vengono quando sono a contatto con l’acqua.

Ti capita mai di avere tra le mani un pezzetto di pasta e le tue mani creano qualcosa come per volontà propria?
Si, ed è la cosa che mi affascina di più. E’ come se quella cosa dovesse nascere. Senza se, né ma. Deve nascere ed è destinata a qualcuno.

Ho una vera passione per i tuoi draghi. Come ti è venuta l’idea di crearli con metà corpo e metà pietra?
Ogni creazione che realizzo ha una storia, un viaggio, un film mentale ed emotivo che mi porta a realizzarla.
I miei Draghi Fatati vogliono rappresentare l’essenza della pietra stessa che si eleva e materializza in una creatura fantastica. Ogni pietra, seppure dello stesso tipo, ha un’energia propria, un anima propria anche se appartiene ad una famiglia più grande.
Quello che desidero rappresentare con i miei Draghi è quell’anima.
E il modo per rappresentarlo, la mia idea, è esattamente quella di rappresentare metà drago che custodisce al suo interno la pietra e cresce da essa.

Le bachine sono un’idea molto originale. Sembrano una via di mezzo tra una farfalla e un bruco. Cosa simboleggiano per te?
Sono molto importanti per me e te le “racconterò” esattamente come ho fatto quando è nata la prima, Ivy:
…”Loro per me son un po’ come i Sogni e li rappresentano. Ma non son ancora dei Sogni realizzati. Sono i nostri potenziali Sogni. Sono quelli per i quali lottiamo tutti i giorni, dei preziosi Bachini che attendono di schiudersi e volare. Possono essere rappresentati in qualsiasi modo, sono natura, sono personaggi delle nostre menti..non ci sono limiti per Sognare e loro sono proprio questo!”…

Cosa consiglieresti a chi inizia ora a lavorare le paste polimeriche?
Pazienza, volontà e mai fermarsi al sentito dire, ma cercare le informazioni corrette sull’uso delle paste polimeriche quali la cottura, le tecniche. Sperimentare. Liberare la propria fantasia. Ricerca personale, studio dell’arte. Cercare di farsi una minima cultura artistica per formare un proprio gusto estetico. Questi secondo me, sono gli ingredienti fondamentali per iniziare.

E a chi studia le proprietà delle pietre?
Buoni libri, costanza e sperimentazione.
Scegliete sempre i cristalli che vi attraggono, anche se non li conoscete perché hanno sicuramente qualcosa da dirvi in quel momento, portano un messaggio per voi.

Come ti definisci in dieci parole
Libera, lunatica, emotiva, solitaria, eclettica, incostante, fantasiosa, ispirata, curiosa, tenace.

Concludendo, c’è qualcosa in particolare che vorresti dire a chi leggerà questo articolo?
Non fermatevi mai alle apparenze nella vita. Seguite l’istinto, conoscete, leggete, imparate ma vivete col cuore.
Bisogna credere sempre a qualcosa. In sé stessi, nei propri sogni e lottare.
Bisogna credere in qualcosa di più grande, a volte per comprendere che tutto quello che ci accade magari serve a farci crescere e a migliorarci e che c’è un motivo per tutto.
E’ ciò che ci permette di alzarci ogni giorno.

Che dire.. Grazie alla meravigliosa Artemisia per le sue parole, che ci hanno aperto gli occhi su un mondo di magia, colori e creatività.
Continuate a seguirla e a sfogliare le sue creazioni su Facebook.

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3 thoughts on “Intervista a The Fairy Wormwood, un percorso creativo tra fate e natura

  1. E’ stato davvero bello leggere questa intervista!Adoro le interviste perchè ti permettono di conoscere di più questi artisti eccezionali! E’ vero Artemisia crea in maniera davvero sublime! Adoro le sue creazioni,la sua fantasia e la sua manualità con il fimo,la sua passione per il popolo fatato e per i cristalli..e sopratutto per il fatto che lei vive ed ama tutto ciò …è veramente sublime! ^__^

  2. bellissima intervista…oltre ad essere un artista spettacolare posso davvero dire che genny è anche e soprattutto una persona fantastica…perchè alla fine noi siamo cosa creiamo

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