Halloween è passato, ma ecco a voi le Scary Pumpkins

Buonasera a tutti!
L’aria di festa di halloween è appena passata e già ci si prepara per il natale, con i suoi dolci, i regali, lo sfarzo e le abbuffate.
Io però ho qui qualcosa per voi, anche se un pochino in ritardo. Le Scary Pumpkins sono un’idea che ho avuto un pomeriggio di qualche tempo fa. Sono fatte di argilla che indurisce all’aria, perciò la vera sfida è realizzarle in fretta, per evitare che il materiale si secchi troppo. Le ho lasciate asciugare una notte intera, per sicurezza, e la mattina dopo le ho dipinte con colori acrilici e un po’ di fantasia 🙂
Spero vi piacciano!
Un abbraccio,
Chiara ❤

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I Love cooking

I Love cooking

Hi everybody!!!
Today I’m gonna show you some of my latest recipes 🙂
First of all I have to say that my ‘baking life’ is really short. I started just few months ago. Before that time I only tried to bake some of my granny’s recipes and only with my mother advices. But some months ago something changed for me.
It started like a joke, a distraction from my everyday life at university, but day by day I came to a point that baking was everything to me.
Some of the photos I’ll post are just recipes I found here and there, with just a few changes to match mine and my family’s tastes, others just came to my mind and I had to try them, even if sometimes (let’s just say maaaaaaaaany times ^^) the finished dish was not properly good to eat (obviously for now I’m not gonna show you my ‘disasters’).
Soooo, here are my tasty, sweety, creamy desserts.
I really, really, hope you’ll like them 🙂


Honey biscuits with black&white icing


Pear, cocoa and cognac crumble


Cottage cheese, candied orange and raisin ‘zuccotto’


Bailey’s and buckwheat cupcakes

Albania, una perla all’interno del Mediterraneo

Albania, una perla all'interno del Mediterraneo

Eccomi di nuovo qua, a parlarvi dei piccoli pezzetti di mondo, pochi, che ho visitato finora.
Oggi vi racconto qualcosina su una terra non abbastanza apprezzata dal turismo, ma che riserva delle vere e proprie meraviglie ambientali.
Questa terra è l’Albania.
Purtroppo posso parlarvi di una piccola parte di essa, quella che ho visitato quest’estate, ma spero di suscitare la vostra curiosità.

Vi mostrerò quindi quanto ho visto nel sud dell’Albania, da Valona, fin quasi al confine con la Grecia.
Chiedo già da ora scusa se i nomi dei posti non saranno scritti in modo esatto, ma correggetemi pure.
Valona è una città molto grande, affacciata sul mare. Ha un porto e fronteggia la penisola di Karaburun, di cui vi mostrerò degli scatti mozzafiato. Le foto qui di seguito sono state scattate durante il mio viaggio e sotto ad ognuna ho inserito una piccola didascalia, per spiegarvi meglio dove mi trovavo e il percorso fatto.
Spero vi piaccia questo percorso fotografico.


Valona. Una città tutta da scoprire, un mare da favola.
Sono molti i locali all’aperto, sul lungomare, che assicurano una suggestiva e varia vita notturna.
Le spiagge, fatta eccezione per la spiaggia libera, sono tutte attrezzatissime, e, in tempi in cui i lidi più famosi d’Italia chiedono cifre esorbitanti per un misero ombrellone, molto economiche.


La spiaggia di Kalaja.
La maggior parte delle spiaggie che abbiamo visitato sono spiagge di sassi, non di sabbia, e l’acqua è incredibilmente pulita.


La costa, vista dall’alto, nel tratto che porta a Dhermi.


In viaggio verso sud, diretti alla città di Saranda.


Il colore dell’acqua è mozzafiato, sembra davvero quello dei caraibi, ma molto più vicino da raggiungere.


Questo locale caratteristico è stato costruito intorno a delle piccole cascate, posso assicurarvi che l’acqua è gelida, ma buonissima da bere, soprattutto con il caldo che fa in Albania d’estate.


Senza alcun dubbio il posto che mi è rimasto nel cuore più di tutti: Syri i Kaltër, una sorgente cristallina. La foto non rende nemmeno lontanamente giustizia ai colori dell’acqua, freddissima e meravigliosa.
C’è addirittura una piccola piattaforma, da cui i più temerari si tuffano nell’acqua gelida, cosa che io, ahimè, non ho provato. E’ talmente suggestiva, immersa tra gli alberi, che non appena vi sono arrivata sono rimasta assolutamente senza parole. Non c’è che dire, non è un posto che si possa immaginare e vi invito, se passate di lì, a visitarla, perchè ne vale assolutamente la pena.


Dalle bellezze naturali a quelle archeologiche. Questa è Butrint, una città, sito archeologico, vicina al confine con la Grecia. Luogo denso di storia, vale almeno una visita, per immergersi nell’archeologia e nell’atmosfera di un epoca lontana.


Acqua trasparente, e scenari incredibili, la penisola di Karaburun è un luogo meraviglioso. Le spiagge sono di sassi, come vedete dalla foto. Se deciderete di visitarla vi consiglio di noleggiare un motoscafo, con cui farvi accompagnare in tutte le piccole insenature che la caratterizzano, ma non solo!


Questa grotta fantastica è un’altra delle sorprese che riserva la penisola, con le alghe viola che la caratterizzano, l’acqua gelida e.. bè, vi consiglio di portarvi maschera e boccaglio, perchè vale la pena di guardare cosa si nasconde sott’acqua, tanti piccoli tesori 🙂

Noterete che l’articolo subirà dei cambiamenti, via via che inserirò altre foto o correggerò dei nomi sbagliati.
Intanto spero che questo piccolo viaggio vi sia piaciuto e di avervi invogliati a visitare questa terra bellissima a due passi da qui.

Alla prossima!

La Tana del Bianconiglio, pronti a precipitarvi nel Paese delle Meraviglie?

La Tana del Bianconiglio, pronti a precipitarvi nel Paese delle Meraviglie?

Oggi vi presento un’artista eclettica e versatile, come i materiali con cui crea.
La sua pagina si chiama La Tana del Bianconiglio, e come nella storia, in essa si nascondono tante meraviglie. Avere l’opportunità di intervistarla è per me un grande onore e una gioia, perché la stimo a livello professionale, per la perizia della sua tecnica e per la sua poliedricità. Passa dai soggetti più diversi con un’abilità che vi lascerà a bocca aperta.

Ciao! Grazie per avermi concesso questa intervista. Da quando ho scoperto la tua pagina ammiro i tuoi lavori e la costanza con cui crei. L’ho già chiesto anche agli altri artisti, come nasce il nome della tua pagina?
Il nome della mia pagina nasce dall’amore per la favola di Lewis Carrol, scrittore di “Alice nel paese delle meraviglie”, fin da bambina mi ha sempre affascinato il suo mondo bizzarro, e mi sarebbe piaciuto vivere in un mondo tutto mio! Per cui quale occasione migliore della mia pagina?

So che usi vari materiali, dal fimo, alla porcellana fredda, al fimo air.. Con quale criterio li hai scelti?
L’utilizzo di vari materiali mi dà la possibilità di creare sculture di grandi dimensioni e miniature. Con fimo air e la porcellana fredda (che realizzo in casa) realizzo anche creazioni di 30cm, mentre con il fimo classic o soft realizzo creazioni di pochi cm.

Per creare una statuina ci vuole un materiale che sia in grado di mantenere la forma e sia più rigido. Quale credi che sia il più adatto?
Per le mie statuine uso il fimo air che si asciuga all’aria o il fimo classic, modellandolo però con varie infornate.

La rigidità del materiale comporta anche una difficoltà di modellazione?
No, la rigidità del materiale facilita la modellazione, in quanto non si deformano i pezzi.

Preferisci creare statuine di colore neutro e poi dipingerle, oppure creare con paste polimeriche già colorate?
Dipende molto dal soggetto. Prediligo le paste polimeriche neutre per ambientazioni varie, mentre le paste polimeriche già colorate per statuine e bijoux.

In base a quali caratteristiche scegli i tuoi soggetti?
Mi piace realizzare i soggetti che rispecchiano i miei gusti e le mie passioni, legati al mondo degli anime giapponesi e non solo, favole, disney, bambole.

Ti piace creare su commissione o credi che limiti la tua fantasia?
Fortunatamente ricevo molto spesso soggetti interessanti e mai scontati, inoltre i miei clienti mi danno libero arbitrio e tutto ciò non mi limita, anzi mi diverte ascoltare poi i pareri dei committenti.

Quali sono le commissioni che preferisci realizzare?
Le commissioni che preferisco realizzare sono quelle in cui posso sbizzarrirmi con abiti ricchi di pizzi e balze e con acconciature particolari.

Ho notato che ami ricreare soggetti di Miyazaki, com’è nata questa passione?
Miyazaki è uno dei registi che amo in assoluto! Non si può non trarre ispirazione dai suoi film, ogni suo film è ricchissimo di dettagli e ogni volta che li riguardi ne scopri sempre di nuovi!

Se potessi scegliere un artista con cui avviare una collaborazione, chi sarebbe?
Collaboro già un grande artista “Nobu Happy Spooky” che è anche il mio compagno di vita!

Ogni artista ha una parte della sua opera che preferisce e una che proprio non sopporta. Perciò ti chiedo, qual è la parte che crei per prima? Quale ti piace di più e quale non ami creare?
Inizio le mie sculture creando i visi, che sono la parte che amo, anche se prediligo maggiormente capelli e abiti nei quali dò libero sfogo alla mia fantasia, tra riccioli, pieghe e balze! Quella che amo creare meno sono le mani, complicatissime!!

Ami disegnare i tuoi soggetti prima di crearli o escono di getto dalla tua fantasia?
Alcuni soggetti sono prima schizzati su carta, infatti ho bozzetti volanti per tutta casa! Altri invece vengono creati di getto, così come mi guida la fantasia in quel momento.

Lo strumento di modellazione di cui non potresti fare a meno?
Lo strumento essenziale per me nella modellazione è il bulino! Credo che non debba mai mancare tra gli attrezzi di un artista!

La creazione di cui vai più fiera?
Le mie migliori creazioni sono tutte quelle dedicate a Miyazaki, specialmente un diorama con 9 ambientazioni, anche perchè è legato al mio compagno, essendo stato il suo regalo di Natale!

Quale consiglio daresti a chi inizia a creare?
Di non arrendersi e non perdere subito la pazienza. Creare non è semplice, ci vuole tantissima pratica e passione! Mai demordere!

Infine, c’è qualcosa che vorresti aggiungere, consigli, osservazioni o anche solo un saluto ai fan?
Ringrazio tutti i fan che mi seguono e anche i creativi con i quali mi confronto! Aiutano a migliorarsi sempre!!

Grazie infinite a questa grande artista per i suoi consigli e il tempo che ha dedicato a rispondere a queste domande!
Mi raccomando, seguitela su Facebook, WordPress e DeviantArt

Intervista a The Fairy Wormwood, un percorso creativo tra fate e natura

Intervista a The Fairy Wormwood, un percorso creativo tra fate e natura

Oggi ho l’onore di inserire l’intervista fatta alla mia amica creativa The fairy wormwood, grandissima artista, esperta di cristalli e di paste polimeriche. Non so dirvi la gioia che ho provato nel poterla intervistare e che provo adesso, nel poter fare da tramite tra il suo mondo fantastico e voi che leggerete.

Te l’avranno chiesto in tantissimi. Perché il nome The fairy wormwood?
In effetti sei la prima a chiedermelo. Mi son sempre chiesta come le persone vedessero il mio nome e cosa leggessero in esso.
Tutto parte dal mio nome d’arte che è Artemisia ormai da moltissimi anni, e da una creatura faerica che mi ha sempre particolarmente affascinata: la driade (lo spirito di un’albero). In realtà wormwood non vuol dire “verme legno” o “tarma” ma assenzio.
E qui la cosa si complica perché i significati per me sono molteplici. Ho sempre amato l’arte, sin da piccina e un preciso periodo storico, il decadentismo con la figura dell’artista maledetto e Charles Baudelaire, che tutt’ora è il mio poeta/scrittore preferito.
Mi rappresenta particolarmente perché il mio rapporto con l’arte, con il mondo e con me stessa sono decisamente complessi.
The Fairy Wormwood è quindi una driade, con dei rami intricati e abita un bosco abbastanza selvaggio e le sue creazioni sono come dei fuochi fatui, brillanti e luminosi, che le indicano il percorso..

Hai un logo personale? Cosa rappresenta?
Al momento ancora no, ci ho pensato moltissimo ad un logo che rappresentasse il mio lavoro ma ancora mi sento in fase di ricerca. Ancora non mi sento completa, ho bisogno di ricerca e di sviluppare tante idee che ho.
Credo che quando sarà il momento, nascerà da solo!

Ho visto l’evoluzione delle tue opere. C’è stato un grande cambiamento tra lo stile più da ‘’sottobosco’’ incantato, a quello da vera fata celtica (se mi concedi la definizione). Come è successo?
Si le mie creazioni evolvono, ma lo fanno sempre. Lo hanno sempre fatto, come evolvono e crescono i miei gusti, le mie ispirazioni e le mie influenze.
Sono affascinata da molti aspetti della natura e faerici che a volte si contrappongono.
Quello legato al sottobosco che in qualche modo lo vedo più autunnale, pieno di colori e vibrante, più vicino alla natura e alla realtà.
Mentre uno più intimista e spirituale che non riprende necessariamente le tonalità della natura (ma si impreziosisce di luccichii e giochi di luce su finiture metalliche) che invece ha un’aura più fantasy ma non la definirei celtica, magari eterea, incantata..
Ho in mente un’evoluzione celtica, ma al momento è un progetto che sto studiando ancora da definire.
Il metallico mi affascina perché sono attratta da un paio d’anni dalla metalclay e non potendo al momento evolvere in quella direzione, ho scelto di dare alle mie creazioni una finitura che in qualche modo riprendesse quell’effetto.

Usi tantissime pietre dure, anche poco conosciute. Hai una connessione particolare con loro?
Si mi sento connessa, credo nella cristalloterapia e credo che le pietre siano un meraviglioso mondo di infinite possibilità e amo scoprirle. Ogni volta che le acquisto e decido di utilizzarle è perché sento nei confronti di quelle pietre un’attrazione particolare.

Come decidi quale pietra abbinare al soggetto che stai creando?
Ho iniziato a studiare da quando avevo 16 anni pietre, erbe ecc. Non sono riuscita ad essere continuativa nel tempo per motivi scolastici ma questo mi è bastato per crearmi una solida base sulla quale ho ripreso a lavorare. Quindi seguo un po’ i miei studi (vecchi ed attuali) e molto il mio istinto.
A volte scopro di aver fatto degli abbinamenti assolutamente per istinto che in realtà hanno tutta una serie di corrispondenze e…il bijou nasce da se
A volte invece realizzo le creazioni proprio in base alle richieste del committente.

Il tuo tè preferito?
Mhm..amo i tè! E diciamo che uno preferito non ce l’ho. Come il resto delle cose per le quali non riesco ad avere una preferenza. Sono volubile e cambio idea in continuazione a seconda dei momenti, degli umori. Ci sono molti tè che mi piacciono, il tè verde, nero, aromatizzati o classici ma vanno a seconda dell’umore e nel momento in cui il mio umore sceglie un tè, per quel tempo, quello è il mio tè preferito!

La condizione ideale per creare?
Notte, musica e caffè.

Hai mai sognato una creazione?
Più che sognato diciamo che mi ha dato degli imput.
In genere le idee migliori mi vengono quando sono a contatto con l’acqua.

Ti capita mai di avere tra le mani un pezzetto di pasta e le tue mani creano qualcosa come per volontà propria?
Si, ed è la cosa che mi affascina di più. E’ come se quella cosa dovesse nascere. Senza se, né ma. Deve nascere ed è destinata a qualcuno.

Ho una vera passione per i tuoi draghi. Come ti è venuta l’idea di crearli con metà corpo e metà pietra?
Ogni creazione che realizzo ha una storia, un viaggio, un film mentale ed emotivo che mi porta a realizzarla.
I miei Draghi Fatati vogliono rappresentare l’essenza della pietra stessa che si eleva e materializza in una creatura fantastica. Ogni pietra, seppure dello stesso tipo, ha un’energia propria, un anima propria anche se appartiene ad una famiglia più grande.
Quello che desidero rappresentare con i miei Draghi è quell’anima.
E il modo per rappresentarlo, la mia idea, è esattamente quella di rappresentare metà drago che custodisce al suo interno la pietra e cresce da essa.

Le bachine sono un’idea molto originale. Sembrano una via di mezzo tra una farfalla e un bruco. Cosa simboleggiano per te?
Sono molto importanti per me e te le “racconterò” esattamente come ho fatto quando è nata la prima, Ivy:
…”Loro per me son un po’ come i Sogni e li rappresentano. Ma non son ancora dei Sogni realizzati. Sono i nostri potenziali Sogni. Sono quelli per i quali lottiamo tutti i giorni, dei preziosi Bachini che attendono di schiudersi e volare. Possono essere rappresentati in qualsiasi modo, sono natura, sono personaggi delle nostre menti..non ci sono limiti per Sognare e loro sono proprio questo!”…

Cosa consiglieresti a chi inizia ora a lavorare le paste polimeriche?
Pazienza, volontà e mai fermarsi al sentito dire, ma cercare le informazioni corrette sull’uso delle paste polimeriche quali la cottura, le tecniche. Sperimentare. Liberare la propria fantasia. Ricerca personale, studio dell’arte. Cercare di farsi una minima cultura artistica per formare un proprio gusto estetico. Questi secondo me, sono gli ingredienti fondamentali per iniziare.

E a chi studia le proprietà delle pietre?
Buoni libri, costanza e sperimentazione.
Scegliete sempre i cristalli che vi attraggono, anche se non li conoscete perché hanno sicuramente qualcosa da dirvi in quel momento, portano un messaggio per voi.

Come ti definisci in dieci parole
Libera, lunatica, emotiva, solitaria, eclettica, incostante, fantasiosa, ispirata, curiosa, tenace.

Concludendo, c’è qualcosa in particolare che vorresti dire a chi leggerà questo articolo?
Non fermatevi mai alle apparenze nella vita. Seguite l’istinto, conoscete, leggete, imparate ma vivete col cuore.
Bisogna credere sempre a qualcosa. In sé stessi, nei propri sogni e lottare.
Bisogna credere in qualcosa di più grande, a volte per comprendere che tutto quello che ci accade magari serve a farci crescere e a migliorarci e che c’è un motivo per tutto.
E’ ciò che ci permette di alzarci ogni giorno.

Che dire.. Grazie alla meravigliosa Artemisia per le sue parole, che ci hanno aperto gli occhi su un mondo di magia, colori e creatività.
Continuate a seguirla e a sfogliare le sue creazioni su Facebook.

Ring&String handmade, quando il chainmaille e il cucito si vestono di personalità e eleganza

Da un bel po’ di tempo ormai, ho avuto modo di conoscere e apprezzare questa grandissima e fantasiosa artista.
Così, qualche giorno fa, ho pensato: perchè non intervistarla?
E così ho preparato delle domande, a cui lei ha risposto con il cuore, e ve ne accorgerete leggendole.
Preparatevi ad immergervi nel suo mondo creativo!


“Chainmaille e pietre dure”

D: Come definiresti con tre aggettivi ciò che crei?
R: Istintivo, minuzioso e “folle”.

D: Cosa è per te il chainmaille?
R: Adorando il genere fantasy e i film epici mi ha subito colpita essendo essa legata alla realizzazione delle vecchie cotte delle armature medievali. E’ una tecnica della quale mi sono innamorata a prima vista. Ed ho voluto provare all’istante. Infatti la mia pagina era nata come “The Circles of Angel” dopodichè si è evoluta in Ring&String Handmade perchè ho voluto sperimentare altre tecniche (VodooDoll e Peluches) visto che il cucito è sempre stata una mia passione avendo il diploma di decoratrice d’interni.


“Collana in chainmaille”

D: Come sono nate le string dolls?
R: Premetto che le ho sempre amate. Le String Dolls (VodooDoll) sono nate un giorno appena poco dopo Natale 2011 quando io e Genny (The Fairy Wormwood) ci siam messe così, quasi per gioco e per fare qualcosa di diverso. E’ proprio quel giorno che è nato “l’Angelo dell’Amore perduto”, bambolina alla quale sono molto legata.


“La mia prima Voodoo doll”

D: Usi materiali particolari?
R: Nulla di particolare, cose reperibilissime da tutti e credo usino chi svolge queste tecniche.

D: Gli anellini che usi sono così piccoli! Ti faccio una domanda da vera imbranata: come fai a intrecciarli così bene se sono così piccoli?
R: Taaanta pazienza. Soprattutto se crei micro Chainmaille dove vengono utilizzati anellini anche di solo 3 millimetri di diametro e anche meno.


“Orecchini in chainmaille”

D: Le Vodoo dolls. Un’idea originale, perché è un genere poco diffuso e tutto da scoprire. Che significato hanno per te?
R: Tengo a precisare che non hanno nulla a che vedere con le bambole Vodoo usate già nel 1600 nella magia nera. Anzi, al contrario, vengono rappresentate più come una sorta di amuleto o portafortuna, infatti ogni bambolina ha le sue proprietà e la sua categoria. Sì, le VodooDoll vengono create in molti modi, i materiali utilizzati sono svariati, spesso chi non le conosce ne ha quasi paura per via del nome ma poi, quando le vede, se ne innamora.
Hanno segnato il mio percorso creativo e sono una mia caratteristica anche se non tanto conosciuta. Ogni mia VodooDoll è creata dall’inizio alla fine partendo dalla struttura del corpo, fino alla realizzazione dei vestitini tutti interamente cuciti a mano. Mi auguro che le persone, con questo tuo articolo imparino ad apprezzarle e ad amarle.

D: Fai prima un disegno delle tue creazioni?
R: E’ molto raro che faccia un disegno delle mie cose, se parliamo dei peluches è rarissimo anche che faccia dei cartamodelli. Le mie creazioni sono tutte create di getto, l’idea che mi viene in mente prendo pinze e anellini, forbici, feltro, filo e ago e tutto il materiale necessario e tutto nasce così!

D: Ho visto che usi delle pietre nelle creazioni in chainmaille, posso chiederti che pietre preferisci e perché?
R: Sì, in alcune creazioni ho voluto inserire delle pietre dure, questo perchè mi piacciono molto, anche una VodooDoll l’ho associata con una Corniola perchè aveva un determinato significato e ho voluto rafforzare la stessa con una pietra dura. Non ne ho una preferita in particolare; anche se, sin da piccola, sono legata all’occhio di tigre, perchè il primo ciondolino regalatomi grande quanto un chicco di caffè che porto tutt’ora ancora con me era proprio di questa pietra. Credo comunque che ogni cristallo bisogna sentirlo, è lui che ti deve chiamare.


“Voodoo doll e pietre dure”

D: Se dovessi dare un solo consiglio a chi inizia a creare con questa tecnica, quale sarebbe?
R: Mai perdersi d’animo, munirsi di buone pinze con protezione e avere tanta fantasia per quanto riguarda il Chainmaille. Per quanto riguarda le VodooDoll, non porsi limiti e sperimentare sperimentare sperimentare.

D: Per concludere, che musica ti piace ascoltare quando crei?
R: Condividendo casa con un’altra creativa a volte è difficile mettersi d’accordo su cosa ascoltare ma, avendo gusti molto simili, non ci troviamo quasi mai in discordanza ed ascoltiamo quello che il nostro umore e il momento ci portano. Che potrebbe essere una tranquilla musica celtica o un gothic rock potente tutto dipende.


“I miei peluche”

Ringrazio con tutto il cuore la mia grandissima amica ed artista per avermi concesso questo bellissimo sprazzo di fantasia colorata. Mi raccomando, seguitela sulla sua pagina facebook: Ring&String handmade

Marmellata, la dolcezza di tutti i giorni

Marmellata, la dolcezza di tutti i giorni

La frutta fresca è una delle mie passioni più grandi. Pere, albicocche, pesche, ciliegie, uva..
L’ho sempre usata per preparare dei dolci, come la torta di pere e cioccolato, le pere caramellate al rhum, le albicocche in fonduta di cioccolato, ma non avevo mai pensato alla marmellata.
Poi l’anno scorso ho deciso di provare. Mi sono detta, perchè no?
Ho preso un libro di ricette, perchè mi piace affidarmi alle pagine di un buon libro invece di passare ore a cercare su internet, e ho trovato due o tre ricette fenomenali.
La marmellata di albicocche è stata il primo tentativo che ho fatto. Semplice, senza troppe aggiunte, senza usare addensanti, ma solo con albicocche, buccia di limone e fettine di mela e.. ma si, diciamolo, con una piccola correzione all’amaretto 🙂
Non ho saputo aspettare nemmeno che si raffreddasse, ho subito dovuto assaggiarla ed era sensazionale. Si sentivano tutti gli aromi ed era come mangiare un’albicocca matura.
Incoraggiata dal primo successo ho provato con quella di fragole.
Fragole, tantissime fragole e anche un po’ di fragoline di bosco, raccolte dalle mie piantine che l’anno scorso mi hanno dato tantissime soddisfazioni, producendo talmente tante fragoline, che non riuscivo a mangiarle tutte 🙂
Anche questa volta il risultato è stato stupefacente. Mi piaceva l’aroma delle fragoline, il lieve sentore di rhum, lo zucchero non eccessivo.
L’ultimo tentativo, e forse il più complicato, è stato quello della marmellata di pere, vaniglia e cioccolato.
Ho dovuto scegliere delle pere che avessero un sapore deciso, così che il cioccolato non prendesse troppo il sopravvento e ci ho aggiungo i semini di un baccello di vaniglia.
Che dire, perfetta per aggiungerla calda sul gelato allo yogurt, o da spalmare sul pane.. Io, personalmente ci ho fatto anche una crostata, non ho saputo resistere alla tentazione!
Insomma, che sia di fichi e limone, more, albicocche, pere, fragole o frutti di bosco, la marmellata è un meraviglioso modo di gustare la frutta che ci piace, anche fuori stagione, e per farla in casa ci vuole davvero pochissimo, credetemi.
Provateci anche voi, e non riuscirete più a gustare quella confezionata 🙂