La Tana del Bianconiglio, pronti a precipitarvi nel Paese delle Meraviglie?

La Tana del Bianconiglio, pronti a precipitarvi nel Paese delle Meraviglie?

Oggi vi presento un’artista eclettica e versatile, come i materiali con cui crea.
La sua pagina si chiama La Tana del Bianconiglio, e come nella storia, in essa si nascondono tante meraviglie. Avere l’opportunità di intervistarla è per me un grande onore e una gioia, perché la stimo a livello professionale, per la perizia della sua tecnica e per la sua poliedricità. Passa dai soggetti più diversi con un’abilità che vi lascerà a bocca aperta.

Ciao! Grazie per avermi concesso questa intervista. Da quando ho scoperto la tua pagina ammiro i tuoi lavori e la costanza con cui crei. L’ho già chiesto anche agli altri artisti, come nasce il nome della tua pagina?
Il nome della mia pagina nasce dall’amore per la favola di Lewis Carrol, scrittore di “Alice nel paese delle meraviglie”, fin da bambina mi ha sempre affascinato il suo mondo bizzarro, e mi sarebbe piaciuto vivere in un mondo tutto mio! Per cui quale occasione migliore della mia pagina?

So che usi vari materiali, dal fimo, alla porcellana fredda, al fimo air.. Con quale criterio li hai scelti?
L’utilizzo di vari materiali mi dà la possibilità di creare sculture di grandi dimensioni e miniature. Con fimo air e la porcellana fredda (che realizzo in casa) realizzo anche creazioni di 30cm, mentre con il fimo classic o soft realizzo creazioni di pochi cm.

Per creare una statuina ci vuole un materiale che sia in grado di mantenere la forma e sia più rigido. Quale credi che sia il più adatto?
Per le mie statuine uso il fimo air che si asciuga all’aria o il fimo classic, modellandolo però con varie infornate.

La rigidità del materiale comporta anche una difficoltà di modellazione?
No, la rigidità del materiale facilita la modellazione, in quanto non si deformano i pezzi.

Preferisci creare statuine di colore neutro e poi dipingerle, oppure creare con paste polimeriche già colorate?
Dipende molto dal soggetto. Prediligo le paste polimeriche neutre per ambientazioni varie, mentre le paste polimeriche già colorate per statuine e bijoux.

In base a quali caratteristiche scegli i tuoi soggetti?
Mi piace realizzare i soggetti che rispecchiano i miei gusti e le mie passioni, legati al mondo degli anime giapponesi e non solo, favole, disney, bambole.

Ti piace creare su commissione o credi che limiti la tua fantasia?
Fortunatamente ricevo molto spesso soggetti interessanti e mai scontati, inoltre i miei clienti mi danno libero arbitrio e tutto ciò non mi limita, anzi mi diverte ascoltare poi i pareri dei committenti.

Quali sono le commissioni che preferisci realizzare?
Le commissioni che preferisco realizzare sono quelle in cui posso sbizzarrirmi con abiti ricchi di pizzi e balze e con acconciature particolari.

Ho notato che ami ricreare soggetti di Miyazaki, com’è nata questa passione?
Miyazaki è uno dei registi che amo in assoluto! Non si può non trarre ispirazione dai suoi film, ogni suo film è ricchissimo di dettagli e ogni volta che li riguardi ne scopri sempre di nuovi!

Se potessi scegliere un artista con cui avviare una collaborazione, chi sarebbe?
Collaboro già un grande artista “Nobu Happy Spooky” che è anche il mio compagno di vita!

Ogni artista ha una parte della sua opera che preferisce e una che proprio non sopporta. Perciò ti chiedo, qual è la parte che crei per prima? Quale ti piace di più e quale non ami creare?
Inizio le mie sculture creando i visi, che sono la parte che amo, anche se prediligo maggiormente capelli e abiti nei quali dò libero sfogo alla mia fantasia, tra riccioli, pieghe e balze! Quella che amo creare meno sono le mani, complicatissime!!

Ami disegnare i tuoi soggetti prima di crearli o escono di getto dalla tua fantasia?
Alcuni soggetti sono prima schizzati su carta, infatti ho bozzetti volanti per tutta casa! Altri invece vengono creati di getto, così come mi guida la fantasia in quel momento.

Lo strumento di modellazione di cui non potresti fare a meno?
Lo strumento essenziale per me nella modellazione è il bulino! Credo che non debba mai mancare tra gli attrezzi di un artista!

La creazione di cui vai più fiera?
Le mie migliori creazioni sono tutte quelle dedicate a Miyazaki, specialmente un diorama con 9 ambientazioni, anche perchè è legato al mio compagno, essendo stato il suo regalo di Natale!

Quale consiglio daresti a chi inizia a creare?
Di non arrendersi e non perdere subito la pazienza. Creare non è semplice, ci vuole tantissima pratica e passione! Mai demordere!

Infine, c’è qualcosa che vorresti aggiungere, consigli, osservazioni o anche solo un saluto ai fan?
Ringrazio tutti i fan che mi seguono e anche i creativi con i quali mi confronto! Aiutano a migliorarsi sempre!!

Grazie infinite a questa grande artista per i suoi consigli e il tempo che ha dedicato a rispondere a queste domande!
Mi raccomando, seguitela su Facebook, WordPress e DeviantArt

Intervista a The Fairy Wormwood, un percorso creativo tra fate e natura

Intervista a The Fairy Wormwood, un percorso creativo tra fate e natura

Oggi ho l’onore di inserire l’intervista fatta alla mia amica creativa The fairy wormwood, grandissima artista, esperta di cristalli e di paste polimeriche. Non so dirvi la gioia che ho provato nel poterla intervistare e che provo adesso, nel poter fare da tramite tra il suo mondo fantastico e voi che leggerete.

Te l’avranno chiesto in tantissimi. Perché il nome The fairy wormwood?
In effetti sei la prima a chiedermelo. Mi son sempre chiesta come le persone vedessero il mio nome e cosa leggessero in esso.
Tutto parte dal mio nome d’arte che è Artemisia ormai da moltissimi anni, e da una creatura faerica che mi ha sempre particolarmente affascinata: la driade (lo spirito di un’albero). In realtà wormwood non vuol dire “verme legno” o “tarma” ma assenzio.
E qui la cosa si complica perché i significati per me sono molteplici. Ho sempre amato l’arte, sin da piccina e un preciso periodo storico, il decadentismo con la figura dell’artista maledetto e Charles Baudelaire, che tutt’ora è il mio poeta/scrittore preferito.
Mi rappresenta particolarmente perché il mio rapporto con l’arte, con il mondo e con me stessa sono decisamente complessi.
The Fairy Wormwood è quindi una driade, con dei rami intricati e abita un bosco abbastanza selvaggio e le sue creazioni sono come dei fuochi fatui, brillanti e luminosi, che le indicano il percorso..

Hai un logo personale? Cosa rappresenta?
Al momento ancora no, ci ho pensato moltissimo ad un logo che rappresentasse il mio lavoro ma ancora mi sento in fase di ricerca. Ancora non mi sento completa, ho bisogno di ricerca e di sviluppare tante idee che ho.
Credo che quando sarà il momento, nascerà da solo!

Ho visto l’evoluzione delle tue opere. C’è stato un grande cambiamento tra lo stile più da ‘’sottobosco’’ incantato, a quello da vera fata celtica (se mi concedi la definizione). Come è successo?
Si le mie creazioni evolvono, ma lo fanno sempre. Lo hanno sempre fatto, come evolvono e crescono i miei gusti, le mie ispirazioni e le mie influenze.
Sono affascinata da molti aspetti della natura e faerici che a volte si contrappongono.
Quello legato al sottobosco che in qualche modo lo vedo più autunnale, pieno di colori e vibrante, più vicino alla natura e alla realtà.
Mentre uno più intimista e spirituale che non riprende necessariamente le tonalità della natura (ma si impreziosisce di luccichii e giochi di luce su finiture metalliche) che invece ha un’aura più fantasy ma non la definirei celtica, magari eterea, incantata..
Ho in mente un’evoluzione celtica, ma al momento è un progetto che sto studiando ancora da definire.
Il metallico mi affascina perché sono attratta da un paio d’anni dalla metalclay e non potendo al momento evolvere in quella direzione, ho scelto di dare alle mie creazioni una finitura che in qualche modo riprendesse quell’effetto.

Usi tantissime pietre dure, anche poco conosciute. Hai una connessione particolare con loro?
Si mi sento connessa, credo nella cristalloterapia e credo che le pietre siano un meraviglioso mondo di infinite possibilità e amo scoprirle. Ogni volta che le acquisto e decido di utilizzarle è perché sento nei confronti di quelle pietre un’attrazione particolare.

Come decidi quale pietra abbinare al soggetto che stai creando?
Ho iniziato a studiare da quando avevo 16 anni pietre, erbe ecc. Non sono riuscita ad essere continuativa nel tempo per motivi scolastici ma questo mi è bastato per crearmi una solida base sulla quale ho ripreso a lavorare. Quindi seguo un po’ i miei studi (vecchi ed attuali) e molto il mio istinto.
A volte scopro di aver fatto degli abbinamenti assolutamente per istinto che in realtà hanno tutta una serie di corrispondenze e…il bijou nasce da se
A volte invece realizzo le creazioni proprio in base alle richieste del committente.

Il tuo tè preferito?
Mhm..amo i tè! E diciamo che uno preferito non ce l’ho. Come il resto delle cose per le quali non riesco ad avere una preferenza. Sono volubile e cambio idea in continuazione a seconda dei momenti, degli umori. Ci sono molti tè che mi piacciono, il tè verde, nero, aromatizzati o classici ma vanno a seconda dell’umore e nel momento in cui il mio umore sceglie un tè, per quel tempo, quello è il mio tè preferito!

La condizione ideale per creare?
Notte, musica e caffè.

Hai mai sognato una creazione?
Più che sognato diciamo che mi ha dato degli imput.
In genere le idee migliori mi vengono quando sono a contatto con l’acqua.

Ti capita mai di avere tra le mani un pezzetto di pasta e le tue mani creano qualcosa come per volontà propria?
Si, ed è la cosa che mi affascina di più. E’ come se quella cosa dovesse nascere. Senza se, né ma. Deve nascere ed è destinata a qualcuno.

Ho una vera passione per i tuoi draghi. Come ti è venuta l’idea di crearli con metà corpo e metà pietra?
Ogni creazione che realizzo ha una storia, un viaggio, un film mentale ed emotivo che mi porta a realizzarla.
I miei Draghi Fatati vogliono rappresentare l’essenza della pietra stessa che si eleva e materializza in una creatura fantastica. Ogni pietra, seppure dello stesso tipo, ha un’energia propria, un anima propria anche se appartiene ad una famiglia più grande.
Quello che desidero rappresentare con i miei Draghi è quell’anima.
E il modo per rappresentarlo, la mia idea, è esattamente quella di rappresentare metà drago che custodisce al suo interno la pietra e cresce da essa.

Le bachine sono un’idea molto originale. Sembrano una via di mezzo tra una farfalla e un bruco. Cosa simboleggiano per te?
Sono molto importanti per me e te le “racconterò” esattamente come ho fatto quando è nata la prima, Ivy:
…”Loro per me son un po’ come i Sogni e li rappresentano. Ma non son ancora dei Sogni realizzati. Sono i nostri potenziali Sogni. Sono quelli per i quali lottiamo tutti i giorni, dei preziosi Bachini che attendono di schiudersi e volare. Possono essere rappresentati in qualsiasi modo, sono natura, sono personaggi delle nostre menti..non ci sono limiti per Sognare e loro sono proprio questo!”…

Cosa consiglieresti a chi inizia ora a lavorare le paste polimeriche?
Pazienza, volontà e mai fermarsi al sentito dire, ma cercare le informazioni corrette sull’uso delle paste polimeriche quali la cottura, le tecniche. Sperimentare. Liberare la propria fantasia. Ricerca personale, studio dell’arte. Cercare di farsi una minima cultura artistica per formare un proprio gusto estetico. Questi secondo me, sono gli ingredienti fondamentali per iniziare.

E a chi studia le proprietà delle pietre?
Buoni libri, costanza e sperimentazione.
Scegliete sempre i cristalli che vi attraggono, anche se non li conoscete perché hanno sicuramente qualcosa da dirvi in quel momento, portano un messaggio per voi.

Come ti definisci in dieci parole
Libera, lunatica, emotiva, solitaria, eclettica, incostante, fantasiosa, ispirata, curiosa, tenace.

Concludendo, c’è qualcosa in particolare che vorresti dire a chi leggerà questo articolo?
Non fermatevi mai alle apparenze nella vita. Seguite l’istinto, conoscete, leggete, imparate ma vivete col cuore.
Bisogna credere sempre a qualcosa. In sé stessi, nei propri sogni e lottare.
Bisogna credere in qualcosa di più grande, a volte per comprendere che tutto quello che ci accade magari serve a farci crescere e a migliorarci e che c’è un motivo per tutto.
E’ ciò che ci permette di alzarci ogni giorno.

Che dire.. Grazie alla meravigliosa Artemisia per le sue parole, che ci hanno aperto gli occhi su un mondo di magia, colori e creatività.
Continuate a seguirla e a sfogliare le sue creazioni su Facebook.

Ring&String handmade, quando il chainmaille e il cucito si vestono di personalità e eleganza

Da un bel po’ di tempo ormai, ho avuto modo di conoscere e apprezzare questa grandissima e fantasiosa artista.
Così, qualche giorno fa, ho pensato: perchè non intervistarla?
E così ho preparato delle domande, a cui lei ha risposto con il cuore, e ve ne accorgerete leggendole.
Preparatevi ad immergervi nel suo mondo creativo!


“Chainmaille e pietre dure”

D: Come definiresti con tre aggettivi ciò che crei?
R: Istintivo, minuzioso e “folle”.

D: Cosa è per te il chainmaille?
R: Adorando il genere fantasy e i film epici mi ha subito colpita essendo essa legata alla realizzazione delle vecchie cotte delle armature medievali. E’ una tecnica della quale mi sono innamorata a prima vista. Ed ho voluto provare all’istante. Infatti la mia pagina era nata come “The Circles of Angel” dopodichè si è evoluta in Ring&String Handmade perchè ho voluto sperimentare altre tecniche (VodooDoll e Peluches) visto che il cucito è sempre stata una mia passione avendo il diploma di decoratrice d’interni.


“Collana in chainmaille”

D: Come sono nate le string dolls?
R: Premetto che le ho sempre amate. Le String Dolls (VodooDoll) sono nate un giorno appena poco dopo Natale 2011 quando io e Genny (The Fairy Wormwood) ci siam messe così, quasi per gioco e per fare qualcosa di diverso. E’ proprio quel giorno che è nato “l’Angelo dell’Amore perduto”, bambolina alla quale sono molto legata.


“La mia prima Voodoo doll”

D: Usi materiali particolari?
R: Nulla di particolare, cose reperibilissime da tutti e credo usino chi svolge queste tecniche.

D: Gli anellini che usi sono così piccoli! Ti faccio una domanda da vera imbranata: come fai a intrecciarli così bene se sono così piccoli?
R: Taaanta pazienza. Soprattutto se crei micro Chainmaille dove vengono utilizzati anellini anche di solo 3 millimetri di diametro e anche meno.


“Orecchini in chainmaille”

D: Le Vodoo dolls. Un’idea originale, perché è un genere poco diffuso e tutto da scoprire. Che significato hanno per te?
R: Tengo a precisare che non hanno nulla a che vedere con le bambole Vodoo usate già nel 1600 nella magia nera. Anzi, al contrario, vengono rappresentate più come una sorta di amuleto o portafortuna, infatti ogni bambolina ha le sue proprietà e la sua categoria. Sì, le VodooDoll vengono create in molti modi, i materiali utilizzati sono svariati, spesso chi non le conosce ne ha quasi paura per via del nome ma poi, quando le vede, se ne innamora.
Hanno segnato il mio percorso creativo e sono una mia caratteristica anche se non tanto conosciuta. Ogni mia VodooDoll è creata dall’inizio alla fine partendo dalla struttura del corpo, fino alla realizzazione dei vestitini tutti interamente cuciti a mano. Mi auguro che le persone, con questo tuo articolo imparino ad apprezzarle e ad amarle.

D: Fai prima un disegno delle tue creazioni?
R: E’ molto raro che faccia un disegno delle mie cose, se parliamo dei peluches è rarissimo anche che faccia dei cartamodelli. Le mie creazioni sono tutte create di getto, l’idea che mi viene in mente prendo pinze e anellini, forbici, feltro, filo e ago e tutto il materiale necessario e tutto nasce così!

D: Ho visto che usi delle pietre nelle creazioni in chainmaille, posso chiederti che pietre preferisci e perché?
R: Sì, in alcune creazioni ho voluto inserire delle pietre dure, questo perchè mi piacciono molto, anche una VodooDoll l’ho associata con una Corniola perchè aveva un determinato significato e ho voluto rafforzare la stessa con una pietra dura. Non ne ho una preferita in particolare; anche se, sin da piccola, sono legata all’occhio di tigre, perchè il primo ciondolino regalatomi grande quanto un chicco di caffè che porto tutt’ora ancora con me era proprio di questa pietra. Credo comunque che ogni cristallo bisogna sentirlo, è lui che ti deve chiamare.


“Voodoo doll e pietre dure”

D: Se dovessi dare un solo consiglio a chi inizia a creare con questa tecnica, quale sarebbe?
R: Mai perdersi d’animo, munirsi di buone pinze con protezione e avere tanta fantasia per quanto riguarda il Chainmaille. Per quanto riguarda le VodooDoll, non porsi limiti e sperimentare sperimentare sperimentare.

D: Per concludere, che musica ti piace ascoltare quando crei?
R: Condividendo casa con un’altra creativa a volte è difficile mettersi d’accordo su cosa ascoltare ma, avendo gusti molto simili, non ci troviamo quasi mai in discordanza ed ascoltiamo quello che il nostro umore e il momento ci portano. Che potrebbe essere una tranquilla musica celtica o un gothic rock potente tutto dipende.


“I miei peluche”

Ringrazio con tutto il cuore la mia grandissima amica ed artista per avermi concesso questo bellissimo sprazzo di fantasia colorata. Mi raccomando, seguitela sulla sua pagina facebook: Ring&String handmade

Organizzare un viaggio: Londra

Oggi vi parlo di come sto organizzando il mio viaggio a Londra. Badate bene, non è un post per autocompiacermi o per farvi morire d’invidia, bensì un modo per condividere con voi delle informazioni utili e delle curiosità su una città che visiterò. Oltretutto mi sono imbattuta in vari dilemmi e difficoltà, perciò, se vi doveste trovare nella mia stessa situazione, questo articolo potrebbe esservi utile, spero.

Come ho trovato l’albergo e il volo

Sinceramente, dopo giorni e giorni passati a spulciare siti di hotel e di compagnie aeree, ho voluto provare a creare un percorso con kayak. All’inizio ero diffidente. di solito mi piace farmi consigliare da parenti o amici per gli alberghi, ma in questo caso mi sono detta: proviamo!

Ho impostato le date dei voli e… mi sono apparse molte opzioni. Molte non erano affatto convenienti, tutt’altro. Mi ci è voluto un po’ per impratichirmi e impostare dei voli che non facessero scali (alcuni addirittura di più di sei ore!) e partissero ad orari decenti.

Dopo un bel po’ di tentativi però, sono riuscita finalmente ad impostare tutto e le offerte che ho trovato sono state convenienti. Ho prenotato in un hotel vicinissimo all’abbazia di Westminster, perciò dovrebbe essere molto comodo per girare un po’ a piedi, un po’ con la metro.

Al mio rientro vi aggiornerò sulla qualità dell’albergo. Per adesso posso dirvi che ha delle ottime recensioni su tripadvisor e su kayak stesso.

E a proposito di recensioni! Se posso darvi un consiglio sincero, cercate sempre, per ogni hotel che prenotate, di dare un’occhiata alle recensioni dei viaggiatori su tripadvisor e soprattutto alle foto dei viaggiatori. Mi è capitato di vedere foto degli hotel (le foto dei siti ufficiali) bellissime, ma quando andavo a controllare le foto scattate dai viaggiatori mi accorgevo che l’hotel era sporco o aveva il bagno in condizioni pessime, ecc..

Potranno essere informazioni banali, ma io vi ho avvisati lo stesso, non si sa mai. 🙂

Spostarsi dall’aeroporto all’hotel

Vi sconsiglio il taxi. In tutte le guide che ho letto ne parlano come di un mezzo di trasporto molto costoso. Io mi sentirei di consigliarvi la metro, oppure la ferrovia in superficie.

Come spostarsi in città

Metro! Metropolitana sempre. E’ comoda, non trovi mai traffico e non è mai in ritardo.

Ma se voleste provare altri trasporti? Io ho fatto la travel card. Puoi prendere la metro, gli autobus, i treni e le biciclette tutte le volte che vuoi pagando solo il costo della Travelcard.

A mio parere sarà conveniente, ma, come vi ho detto per l’hotel, vi aggiornerò al mio rientro.

Cosa vedere

Direi che su cosa visitare a Londra c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Prima cosa fondamentale: molti musei sono gratuiti! (nonchè aperti minimo fino alle otto di sera)

Seconda cosa: io ho fatto la London Pass abbinata alla travel card.

A me conviene moltissimo. Vi dico solo che, rimanendo a Londra dieci giorni, e volendo visitare tantissime cose, ho fatto un confronto di prezzi. La London pass + travel card non è economica, ma entrare in molte attrazioni londinesi è abbastanza costoso.

Se volete capire se vi conviene o no fate un elenco delle attrazioni che volete visitare e segnate accanto a ciascuna il costo del biglietto. Poi confrontate il totale con il costo della London Pass. Io risparmio un sacco.

Vi lascio il sito web ufficiale di Londonpass+travelcard: http://www.londonpass.it/index.html?aid=17&gclid=CNiG2PHe5bcCFUNd3godGnMA0w

Personalmente non credo che visiterò tanti musei, ma solo una parte del British Museum. Mi piace, la prima volta che vedo una città, assaporarne la vita, girare per le strade. Perciò entrerò nelle chiese più importanti, vedrò la London Tower, il London Bridge e tanti altri luoghi, ma non musei che mi porterebbero via troppo tempo. Me li riserverò per una visita futura.

Sempre per quanto riguarda cosa vedere a Londra, vi consiglio, se state un periodo di dieci giorni o più, di prendere un treno e fare un viaggio di un giorno verso una delle mete circostanti: Cambridge, Oxford, Stratford-upon-avon, York, Bath, Stonehenge o Dover. Perchè? Perchè prendere un treno che attraversi la campagna inglese è una bellissima esperienza e perchè ognuno dei posti che vi ho elencato ha una storia ed è una meta assolutamente da vedere.

Dove Mangiare

Parlando con amici e parenti mi è stato consigliato di non andare sempre a mangiare al ristorante, ma di sperimentare. Innanzitutto fish&chips. Proverò sicuramente anche la cucina locale, ma vi sconsiglierei di andare in ristoranti. Io prediligerò i pub, sia per la loro atmosfera caratteristica che per i prezzi più abbordabili.

Un altro modo per risparmiare è quello di andare in una delle tante gastronomie londinesi, acquistare una buonissima Pie&mash (torta di pasta sfoglia ripiena di carne e/o anguille, ricoperta di purè) da asporto e andare a mangiarla all’aperto.

Se avete voglia di sperimentare cucine straniere Londra è piena di ristoranti etnici, giapponesi, cinesi, vietnamiti, e tantissimi altri.

Oppure ci sono dei locali particolari, come l’ice bar (un bar ”ghiacciato” dove per entrare bisogna indossare abiti pesanti) o il caratteristico ristorantino nella cripta di St. Martin in the fields.

Insomma, le alternative sono tantissime, perciò, quando torno, inserirò una lista dei pub e ristoranti in cui sono stata con le mie opinioni. Ognuno ha i suoi gusti, ma cercherò di essere più obiettiva possibile.

Cosa e dove comprare

Harrods, Notting Hill, Portobello Road, mercati e grandi magazzini in cui potrete trovare di tutto e di più. Cercherò di aggiornarvi con più dettagli (e magari con i nomi dei negozietti più insoliti e particolari che troverò).

Un negozio che però posso senza dubbio consigliarvi già da ora è Hamleys. E’ il negozio di giocattoli più grande del mondo è ha una sezione tutta dedicata ai giocattoli tradizionali.

Spero che per ora vi sia stato utile quello che ho scritto, vi aggiornerò con tutte le informazioni possibili al mio rientro,

A presto!

Una finestra sul kawaii: il piccolo mondo fantastico di Wonderland Fimo

Una finestra sul kawaii: il piccolo mondo fantastico di Wonderland Fimo

Buongiorno a tutti!
Perdonatemi l’assenza prolungata, ho avuto dei contrattempi.
In ogni caso, rieccomi qui con la mia rubrica sul fimo e le paste polimeriche.
Oggi vi parlo di….. Wonderland Fimo!
Le sue creazioni sono l’espressione massima dello stile kawaii, con una personalizzazione e una cura dei dettagli che vi lasceranno senza parole.

Per darvi un’idea specifica di quali sono effettivamente i tratti del suo stile, vorrei fare con voi un percorso attraverso le sue creazioni.
Perciò, benvenuti nel kawaii style e nel mondo di Wonderland Fimo.

La foto che vedete sopra è un collage di varie sue opere. Si notano subito la cura dei dettagli, la varietà dei soggetti, insoliti e originali.
Il kawaii per lui, non è una semplificazione estrema del soggetto con una faccina delicata, come fanno molti atri creativi, bensì una ricerca della perfezione, la voglia di raccontare qualcosa.
Ogni pezzo che crea è unico e chi lo indossa ne sente la particolarità, ne percepisce la storia, senza capire come sia possibile che da una pallina di fimo possa essere uscito qualcosa di tanto speciale.

Guardate questa piccola scena. La realisticità del legno, la balla di fieno, il cactus… Ed ecco che spunta il dolce elemento kawaii, il cucciolo, completo di ciuccio e di una ”pettinatura” un po’ scarmigliata, che ne aumenta la delicatezza.

Il nostro creativo di oggi, inoltre, ama sperimentare nuove tecniche, come l’uso della resina abbinata al fimo, con risultati incredibili.
Guardate questa tartarughina in ammollo.
Sembra davvero sguazzare felice nell’acqua, realizzata con la resina.

Per ultimi ho lasciato quelli che ritengo dei veri capolavori, forse le sue opere migliori: i panda!
Quanta varietà di ambientazioni! Quanta originalità!
Il panda è forse il simbolo della sua arte, a mio parere, perchè rappresenta il punto più alto dell’evoluzione delle sue creazioni fino ad ora. Ci sono i dettagli minuziosi, le caratteristiche kawaii, l’uso della resina e.. bè, qualcosa in più, che vedrete scorrendo le immagini qui sotto.
Buona visione!


(L’onsen, come ci spiega l’autore è una fonte termale naturale, meta prediletta dei giapponesi)

E qui si conclude il nostro percorso nel mondo kawaii di Wonderland Fimo.
Vorrei solo fare un piccolo appunto.
L’originalità delle sue opere può essere una tentazione a provare a riprodurle. Non fatelo. E diffidate delle imitazioni. Solo i lavori di Wonderland fimo hanno un’anima e una storia da raccontare.
Proseguite il vostro cammino tra le sue opere sulla sua pagina facebook, l’unica e inimitabile: Wonderland Fimo

Alla prossima!!!

Le pagine del sapere

Le pagine del sapere

I libri, la carta, il loro profumo.
Sin da piccola sono stati i miei migliori amici. Adoro sfogliare le pagine, rannicchiarmi sul divano con una tazza di tè caldo e un buon libro.
Anno dopo anno, però, la lettura, l’acquisto dei libri, sono sempre meno frequenti.
Vedo librerie storiche della mia città chiudere i battenti per sempre e mi chiedo: come può il sapere, il piacere della lettura, essersi svalutato fino a questo punto?
Per fare alcuni esempi, ho visto chiudere la libreria Edison, in piazza della Repubblica, la Marzocco in via degli Alfani, adesso è la volta della Libreria dei Servi, in via dei Servi.
Una dopo l’altra cessano la loro attività, sostituite da fast food, negozi di telefonia e di elettronica.
Un luogo di ritrovo, di lettura e pace, come la libreria Edison, ha chiuso per sempre.
E’ la volta del digitale, degli e-book, perchè costano meno, possono essere portati in borsetta con un pratico lettore in cui inserirne almeno un migliaio.
Un migliaio di libri, tutti ammassati in un dispositivo freddo e senza spessore.
Lo confesso, anch’io ho un reader, che a volte porto con me per i viaggi, ma mai, in nessun modo, rinuncerò al piacere del cartaceo. Il reader non è altro che un ripiego quando non posso proprio portare i libri con me, ma non mi da emozione.
Quando apro un libro cartaceo nè sento il profumo, la consistenza delle pagine.
Sfogliarlo è un po’ come pregustare una nuova avventura. Il reader ci rende orfani di queste emozioni, di queste sensazioni.
Ma il ”futuro”, la tecnologia, sono talmente allettanti per molti, da star portando alla rovina un universo di pagine che esiste da millenni.
Com’è possibile?
Come può l’ultimo ritrovato tecnologico privarci di un piacere che dura da vite intere?
Quando entro in una libreria mi aggiro tra gli scaffali, affascinata. Leggo i titoli, sfoglio alcuni capitoli per rendermi conto dei contenuti.
Conosco a memoria la disposizione per argomenti delle mie librerie preferite e quando vi entro è uno dei momenti migliori della giornata.
Non posso nemmeno pensare che in un futuro il mercato del cartaceo possa essere rimpiazzato per sempre dalla freddezza senz’anima dei dispositivi elettronici.
E’ un’ipotesi terrificante.
Veder chiudere le librerie storiche, con sconti fino al 70%, è un colpo al cuore. Vedo la cultura svalutarsi, saggi di incredibile bellezza venir venduti a un terzo del loro valore. E’ davvero un’evoluzione questa? O è solo un’operazione di mercato, perchè chi ama leggere inizi a non comprare più libri, soltanto e-book, leggendo sempre meno, fino a portare ad un decadimento definitivo della cultura e del sapere?
Leggere è uno strumento incredibile nelle mani giuste, la cultura è forza, potenza. Perchè chi legge è spinto a pensare, a riflettere, a farsi un’idea propria delle cose che lo circondano, stimolato dai libri.
Ed è pericoloso, perchè a volte, avere una propria opinione sulle cose, può mettere in difficoltà qualunque avversario.
Leggete, perchè la lettura è gioia, è voglia di scoprire, è curiosità verso il mondo e verso altre culture, dimensioni.
Leggete, perchè finchè leggeremo non potranno mai farci pensare ciò che vogliono, ma dovranno accettare la nostra personale opinione sulla vita.
Ribaltiamo le statistiche, che ci vedono come un paese in cui nove persone su dieci leggono meno di tre libri all’anno.
Leggere è vita, leggere è potere.
Potere di cambiare il mondo.

Nobu Happy Spooky, tra creepy style e wonderland

Nobu Happy Spooky, tra creepy style e wonderland

Oggi nella rubrica sulle paste polimeriche vi parlo di….
Nobu Happy Spooky!
Uno stile moooolto particolare è quello che caratterizza le sue opere.
Innanzi tutto vediamo subito che la prima caratteristica che salta all’occhio nelle sue creazioni, è quella di avere dei tratti del viso e del corpo che più si avvicinano a quelli umani.
Gli occhi, molto espressivi, la bocca, ben delineata e realistica, i capelli…
Da notare invece come l’artista volutamente mette in risalto il volto dei suoi personaggi, aumentando la dimensione della testa, ma senza sforare mai nel ridicolo o nell’eccessiva spoporzione.

Altra caratteristica particolare e originalissima dei lavori di questo bravissimo artista è la parte bassa del corpo, ossia dalla vita fino ai piedi, snodata mediante un anellino.
Così le sue creazioni passano da statiche a dinamiche.
E’ come se con questo accorgimento avesse fatto il passo successivo nell’evoluzione dei personaggi in pasta polimerica.

Nelle sue creazioni non abbiamo la dolcezza che caratterizza molte creative, bensì il realismo, quasi in forma inquietante a volte, che le rende uniche, inimitabili, piene di pathos e spessore artistico.

Ogni soggetto, anche quelli commissionati dai fan, quando finisce nelle sue mani si modifica, acquista una nuova vita, un’anima propria.
Spuntano così vere e proprie meraviglie, da Biancaneve, ad Anacleto, Edward Mani di Forbice, Mercoledì Addams e molti, moltissimi altri!

Ma non solo! Nubu, da vero creativo, disegna personaggi della sua fantasia, creando da un’idea personale, veri e propri capolavori in polymer clay!
Ecco alcuni esempi:

L’ultima, e forse la mia preferita, collezione prodotta da questo grandissimo artista vi lascerà completamente senza parole!
Proprio quando pensavo di aver visto tutto, e di aver compreso la sua bravura, ecco che esce fuori la sua ultima idea. Un restyling assolutamente incredibile delle verdure dell’orto!
Melanzane, porri, pannocchie, tutto in stile Happy Spooky! Dirvi che sono rimasta basita è il minimo!
I dettagli, dai bottoncini, ai vestitini, gli occhiali.. tutto perfettamente abbinato a creare la sua più grande collezione!

Seguitelo su facebook: https://www.facebook.com/NobuHappySpooky

E per concludere, cos’è un grande artista senza una grande abilità nel disegno?

Lascio giudicare a voi, io personalmente vado a rivedermi tutte le sue creazioni sulla pagina fan, per immergermi ancora per un po’ nel mondo Happy-spookyano,
Alla prossima!!!